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Eteria

Trasparenza

I conti, per esteso.

Qui trovi come l’energia condivisa diventa denaro e come quel denaro viene diviso: le regole, le formule e un esempio completo con numeri reali.

Le cifre di questa pagina sono un esempio costruito su valori tondi, non un rendiconto. Le regole invece sono quelle effettive, con l’indicazione dell’articolo da cui derivano.

Il punto di partenza

Da dove arrivano i soldi

Il GSE riconosce una tariffa incentivante sull’energia condivisa dalla configurazione, per vent’anni. Non è denaro che esce dalle bollette dei membri: è un incentivo pubblico legato all’energia rinnovabile consumata nello stesso momento in cui viene prodotta.

Il GSE versa questi importi a Eteria, che per la normativa è il soggetto referente della configurazione. I versamenti avvengono su base mensile, al raggiungimento di almeno 50 euro.

Una volta l’anno, a conguaglio, il GSE verifica le soglie e determina gli importi definitivi. Solo a quel punto Eteria può ripartire il valore fra i membri: per questo la distribuzione è annuale, anche se gli incassi sono mensili.

Primo passaggio

La quota eccedentaria

Non tutto l’incentivo viene diviso allo stesso modo. La normativa fissa una soglia oltre la quale una parte dell’incentivo prende una strada obbligata.

La soglia riguarda quanta dell’energia immessa in rete risulta effettivamente condivisa:

  • 55%per gli impianti che accedono alla sola tariffa premio
  • 45%per gli impianti che cumulano la tariffa premio con un contributo in conto capitale, per esempio i fondi PNRR

Come si calcola

eccedenza = (energia condivisa ÷ energia immessa) − valore soglia

quota eccedentaria = eccedenza × incentivo ricevuto

Regole Operative CACER, paragrafo 2.2.2.1.3. Il calcolo si fa aggregando gli impianti in due insiemi — quelli con la sola tariffa premio e quelli con contributo in conto capitale — non impianto per impianto.

Dove deve andare. La quota eccedentaria non può essere divisa come il resto. Per legge è destinata ai soli consumatori che non sono imprese e/o a finalità sociali sul territorio dove si trovano gli impianti, e va tenuta in contabilità separata. È l’unico canale attraverso cui un incentivo può tornare direttamente a una famiglia.

Secondo passaggio

La divisione del ricavo ordinario

Tolta la quota eccedentaria, quello che resta viene diviso in quattro parti, una dopo l’altra: ogni quota si calcola su quello che rimane dopo la precedente. È la differenza che conta, perché il 51% destinato ai progetti sociali non è il 51% del totale.

  1. Al produttore 20% del totale

    Chi mette a disposizione l’impianto riceve una quota del ricavo che il suo impianto ha generato. Scende al 10% se l’impianto ha già ricevuto contributi pubblici in conto capitale, perché in quel caso una parte dell’investimento è già stata coperta.

  2. Costi di gestione 30% di quel che resta

    Copre la gestione della configurazione: rapporti con il GSE, contabilità, adempimenti, assistenza ai membri. Il consiglio di amministrazione può modificare questa percentuale in sede di bilancio, in aumento o in diminuzione, motivando lo scostamento rispetto ai costi realmente sostenuti.

  3. Progetti sociali sul territorio 51% di quel che resta

    Finanzia progetti a finalità ambientale, energetica o sociale nel territorio in cui opera la configurazione. Sul totale iniziale corrisponde a circa il 28,6%.

  4. Alla configurazione quello che rimane

    Il regolamento della singola configurazione decide come impiegarla: può essere ridistribuita fra i membri consumer oppure destinata alla Fondazione per gli scopi statutari. In mancanza di un regolamento specifico va alla Fondazione.

Fonte: Linee Guida sui Regolamenti di Configurazione della Fondazione, articolo 4. Le percentuali sono quelle che si applicano quando una configurazione non adotta un proprio regolamento.

L’esempio completo

Due impianti, un anno intero

Una configurazione con due impianti che immettono la stessa quantità di energia, ma con regimi diversi: il primo accede alla sola tariffa premio, il secondo ha ricevuto anche un contributo in conto capitale. Serve a mostrare quanto cambiano i conti.

Dall’energia all’incentivo
  Impianto 1 Impianto 2
Regimesolo tariffa premiocon contributo in conto capitale
Energia immessa10.000 kWh10.000 kWh
Energia condivisa6.000 kWh5.500 kWh
Quota condivisa60%55%
Valore soglia55%45%
Eccedenza5 punti10 punti
Incentivo GSE1.000 €800 €
Quota eccedentaria50 €80 €
Ricavo ordinario950 €720 €

Impianto 1 — 950 €

Quota produttore al 20%

  1. Produttore190,00 €
  2. Gestione228,00 €
  3. Progetti sociali271,32 €
  4. Configurazione260,68 €

Impianto 2 — 720 €

Quota produttore al 10%

  1. Produttore72,00 €
  2. Gestione194,40 €
  3. Progetti sociali231,34 €
  4. Configurazione222,26 €

Il quadro dell’anno

Incentivo GSE complessivo
1.800,00 €
Quota eccedentaria
130,00 €
Ricavo ordinario
1.670,00 €
Ai produttori
262,00 €
Costi di gestione
422,40 €
Ai progetti sociali
502,66 €
Alla configurazione
482,94 €

I 130 € di quota eccedentaria vanno ai consumatori non imprese e/o a finalità sociali, in contabilità separata. I 502,66 € di progetti sociali si sommano a quella cifra: insieme fanno 632,66 € destinati al territorio.

Le destinazioni

Che cosa sono le finalità sociali.

Non è una definizione lasciata all’interpretazione: le Regole Operative indicano le categorie ammesse.

  • Ambiente.Valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente, rigenerazione urbana, turismo sostenibile, tutela dei beni storico-culturali e dei beni pubblici non utilizzati.
  • Inclusione.Iniziative per l’inclusione di persone vulnerabili, per prevenire o ridurre disabilità, disagio familiare, marginalità sociale o economica.
  • Formazione.Percorsi di educazione, istruzione e formazione professionale, inclusi riqualificazione e reinserimento lavorativo.
  • Cultura e sport.Iniziative culturali, artistiche, sportive o ricreative di interesse collettivo.
  • Ricerca.Sostegno alla ricerca scientifica di rilevanza sociale con ricadute sul territorio.

Una parte può essere destinata anche alla misurazione dell’impatto: eventi pubblici per rendere conto dell’uso delle risorse, comitati consultivi locali, strumenti di valutazione come il Social Return on Investment.

Onestà intellettuale

Cosa può cambiare

  • Ogni configurazione può adottare un proprio regolamento e stabilire diversamente la quota finale e la destinazione della quota eccedentaria.
  • Il consiglio di amministrazione può modificare la percentuale dei costi di gestione in sede di approvazione del bilancio, motivando lo scostamento.
  • L’eccedenza si calcola aggregando gli impianti in due insiemi, non uno per uno: con più impianti nello stesso insieme i numeri per singolo impianto cambiano.
  • Gli importi dipendono da quanta energia viene effettivamente condivisa, che varia di anno in anno.

Le regole complete sono nelle Linee Guida sui Regolamenti di Configurazione della Fondazione e nelle Regole Operative CACER del GSE. Se vuoi consultarle, scrivici e te le mettiamo a disposizione.

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